Chirurgia protesica

Protesi d’anca.

La sostituzione dell’articolazione può ridurre dolore e limitazione della coxartrosi avanzata quando le alternative non sono più sufficienti.

01PatologiaCoxartrosi e altre indicazioni
02ObiettivoDolore e funzione
03PercorsoPreparazione e recupero

Immagini cliniche

Vedere aiuta a comprendere.

Radiografie, risonanze e immagini operatorie spiegano il percorso; non sostituiscono la valutazione del singolo caso.

Radiografia del bacino con protesi totale d'anca
Bacino anteroposteriore

La radiografia consente di valutare componenti acetabolare e femorale, offset e lunghezza dell’arto.

Radiografia assiale dell'anca con protesi totale
Proiezione assiale

La proiezione assiale integra la valutazione della componente femorale e dei rapporti articolari.

La protesi ricrea l’articolazione con una componente acetabolare e una femorale. Pianificazione, scelta delle componenti e gestione dei tessuti mirano a ottenere stabilità, corretta meccanica e recupero funzionale.

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Indicazione clinica

La decisione tiene insieme dolore, rigidità, qualità di vita, risposta alle cure conservative e reperti radiografici. Prima dell’intervento vengono valutati stato generale, rischio infettivo, anemia, terapia farmacologica e fattori modificabili.

Confronto illustrativo tra anca con cartilagine conservata e anca con coxartrosi
Indicazione clinica

L’usura articolare può essere molto evidente, ma l’indicazione alla protesi nasce dalla concordanza tra sintomi, limitazione funzionale, visita e radiografie.

Illustrazione anatomica semplificata.
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Pianificazione dell’impianto

Le radiografie consentono di studiare geometria dell’anca, dimensioni, centro di rotazione e differenza di lunghezza degli arti. La pianificazione guida l’intervento, ma viene confermata dai riscontri intraoperatori.

La scelta tra diverse componenti e modalità di fissazione dipende da anatomia, qualità ossea, età funzionale e condizioni cliniche.

Illustrazione delle componenti acetabolare e femorale di una protesi totale d'anca
Componenti dell’impianto

La protesi totale sostituisce le superfici articolari danneggiate con una componente acetabolare e una femorale, scelte e posizionate in base al singolo caso.

Illustrazione anatomica semplificata.
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Dopo l’intervento

Il recupero punta precocemente a controllo del dolore, passaggi posturali, cammino sicuro e autonomia. Progressione del carico e precauzioni vengono definite in base al caso e alla stabilità ottenuta.

Nota

Queste informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una valutazione clinica individuale.

Domande frequenti

Risposte essenziali, prima della visita.

Le risposte sono orientative: indicazione, rischi e tempi vengono definiti dopo una valutazione individuale.

01Quando la coxartrosi richiede una protesi?

Quando dolore inguinale, rigidità e limitazione incidono in modo importante sulla vita quotidiana e le alternative conservative non offrono più un beneficio sufficiente. Clinica e radiografie devono essere coerenti.

02Ogni dolore dell’anca dipende dalla coxartrosi?

No. Colonna lombare, tendini, borsa trocanterica e altre strutture possono produrre sintomi simili. La visita serve anche a evitare una protesi quando l’origine del dolore è diversa.

03Quali radiografie sono utili?

Sono normalmente utili radiografie recenti del bacino e dell’anca, preferibilmente in carico. Approfondimenti ulteriori vengono indicati solo quando modificano diagnosi o pianificazione.

04Si cammina subito dopo l’intervento?

Nella maggior parte dei percorsi la mobilizzazione è precoce, con un ausilio iniziale se necessario. Carico e progressione dipendono da stabilità, qualità ossea e indicazioni operatorie.

05Quanto dura il ricovero?

Dipende dalla struttura, dal percorso assistenziale e dall’autonomia raggiunta. L’obiettivo non è una dimissione rapida in sé, ma una dimissione sicura con dolore controllato e indicazioni chiare.

06Quanto tempo servono le stampelle?

Non esiste una durata universale. Vengono abbandonate progressivamente quando cammino, equilibrio e forza lo consentono, secondo le indicazioni ricevute alla dimissione.

07Quando si può guidare?

Serve controllo sicuro dell’arto, sospensione dei farmaci sedativi e capacità di effettuare una frenata d’emergenza. Il lato operato, il tipo di auto e il decorso clinico influenzano i tempi.

08Dopo la protesi ci sono movimenti vietati?

Le precauzioni dipendono dall’accesso, dalla stabilità e dal caso. Vengono spiegate al momento della dimissione; divieti generici e permanenti non sono appropriati per tutti.

09La differenza di lunghezza delle gambe può cambiare?

La pianificazione mira a ricostruire lunghezza e stabilità. Piccole differenze percepite possono dipendere anche da bacino, colonna e contratture e spesso si modificano durante il recupero.

10Quali complicanze devono essere conosciute?

Infezione, trombosi, lussazione, frattura, lesioni neurovascolari e differenza di lunghezza sono rischi possibili. Il rischio personale viene discusso in base a salute generale e anatomia.