La protesi monocompartimentale non è una versione “più piccola” della protesi totale, ma un intervento con indicazioni specifiche. Il vantaggio potenziale deriva dalla conservazione di osso, legamenti e compartimenti sani.
La selezione è decisiva
Servono una localizzazione coerente dei sintomi, usura confinata, legamenti funzionalmente validi e deformità correggibile. Radiografie in carico e proiezioni dedicate sono spesso più informative di una risonanza isolata.
Se l’artrosi interessa più compartimenti o il ginocchio presenta instabilità non compatibili, la protesi totale può essere l’opzione più affidabile.
Cosa viene preservato
Mantenere le strutture non danneggiate può favorire una percezione articolare più naturale e un recupero iniziale rapido. Questi elementi non annullano il rischio di progressione dell’artrosi negli altri compartimenti o di revisione futura.

La protesi totale sostituisce più superfici articolari; la monocompartimentale tratta soltanto il compartimento danneggiato quando le indicazioni lo consentono.
Illustrazione anatomica semplificata.Il ruolo della robotica
Nella monocompartimentale l’equilibrio tra posizionamento, copertura ossea e tensione dei legamenti è particolarmente delicato. L’assistenza robotica permette di simulare e controllare la preparazione secondo il piano stabilito.
Queste informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una valutazione clinica individuale.

