Una lesione focale della cartilagine, cioè un difetto circoscritto in un ginocchio per il resto sano, è diversa dall’artrosi diffusa. Per questo si può riparare, mentre l’artrosi si cura in altro modo.
Quali tecniche uso?
Le microfratture, piccoli fori nell’osso sotto la lesione che fanno arrivare cellule capaci di formare un nuovo tessuto; il trapianto osteocondrale, che sposta piccoli cilindri di osso e cartilagine sani da una zona del ginocchio che non porta carico; e uno scaffold osteocondrale biomimetico, una struttura in collagene e minerale che fa da guida alla ricostruzione di osso e cartilagine.
In uno studio con almeno 15 anni di controllo, in difetti da 2 a 5 cm² del femore in pazienti tra i 18 e i 50 anni, il trapianto osteocondrale ha dato risultati migliori delle microfratture.

Un difetto circoscritto in una cartilagine per il resto sana.
Come scelgo?
Non solo in base a dimensione e profondità della lesione e all’età. Valuto anche l’asse della gamba, lo stato degli altri compartimenti, la stabilità dei legamenti e quella del menisco: se uno di questi elementi non va, va corretto insieme alla cartilagine, per esempio con un’osteotomia o una ricostruzione del crociato. Per questo la scelta è sempre fatta caso per caso.
Quanto dura il recupero?
È più lento che dopo un intervento sul menisco: in genere servono dalle 4 alle 8 settimane con le stampelle, a seconda del tipo e della sede della lesione, prima di tornare a caricare liberamente. Il ritorno allo sport richiede più mesi.
I controlli dopo l’intervento
Li faccio io, a 15 giorni e a 1 mese, poi a 2, 4, 6 e 12 mesi. Si possono fare nella sede di visita più comoda per il paziente.
