Il ginocchio deve essere stabile, muoversi bene e reggere il carico. Per capire da dove nasce il problema servono la visita e gli esami giusti: le radiografie in carico per l’artrosi, la risonanza magnetica per cartilagine, menischi e legamenti.
Artrosi del ginocchio
Si comincia sempre dalla fisioterapia, con infiltrazioni di cortisone o di acido ialuronico nelle fasi infiammatorie. Nelle forme lievi o non avanzate si può proporre l’ortobiologia.
Quando l’artrosi è avanzata e limita le attività che il paziente vuole fare, propongo la protesi: monocompartimentale se l’usura è limitata a un compartimento, totale se il ginocchio è consumato in più punti. Le impianto praticamente sempre con l’assistenza robotica e con accesso subvastus. Nei pazienti più giovani con l’asse deviato e un’artrosi non ancora osso su osso, un’osteotomia può conservare il ginocchio.
Ginocchio sportivo
Dopo una rottura del legamento crociato anteriore il ginocchio diventa instabile e più esposto a nuovi traumi: lo ricostruisco idealmente 2–3 settimane dopo il trauma, scegliendo il tendine in base allo sport e alla corporatura. Le lesioni del menisco le suturo quando posso conservarlo; in quelle degenerative dell’adulto consiglio quasi sempre di non operare. Le lesioni focali della cartilagine si trattano con microfratture, trapianto osteocondrale o scaffold.
Protesi che fanno male
Valuto anche protesi di ginocchio dolorose o che non funzionano, comprese quelle impiantate in altri centri, e quando serve eseguo la revisione.
